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venerdì 8 aprile 2011
Nè Pd, nè Pdl
di Marco Mitrugno
In questo mio pezzo scoprirete il motivo reale per cui ho deciso di chiamare il mio blog sul "Futurista", Lo stonato.
Quello che in questi giorni sta accadendo all'interno di Fli sta infervorando gli animi: colombe vs falchi (definizione ornitologica che non dovrebbe essere più usata) se le stanno dando di santa ragione. Da una parte Granata, con Flavia Perina attaccano le cosiddette colombe perchè non vogliono saperne di un'allenza con Pd e il resto della ciurma di centrosinistra. Dall'altra parte Urso e Ronchi, che non ci stanno a vedere Fli alleato con i democratici e che credono che c'è bisogno di superare la fase dell'antiberlusconismo.
Si sta facendo confusione, fin troppa e dal mio punto di vista non c'è la volontà di sedersi intorno ad un tavolo e di ragionare cercando di arrivare ad un accordo.
Il tutto è partito dalla proposta di Antonio Pennacchi, quella di un'alleanza "fasciocomunista" per le amministrative di Latina, dove lo scrittore vorrebbe vedere Fli appoggiare il candidato di centrosinistra. Le argomentazioni presentate da Pennacchi credo che non siano sufficienti. Non si può motivare un accordo di questo tipo con l'affermazione "è ora che i fascisti, ritornino alla casa madre. Bisogna ricomporre la frattura del 1914". Innanzitutto si deve precisare qualche punto: prima di ogni cosa non siamo fascisti, qualcuno lo è stato a suo tempo, ma ormai si è disintossicato; secondo punto: Fli doveva essere il partito del futuro e adesso c'è chi ci dice che si deve ricomporre lo strappo del 1914. Ma soprattutto quali sono le proposte di Pennacchi per Latina? E' troppo facile dire che l'obiettivo è quello di battere l'antistato, ma non basta, non è sufficiente per motivare un'alleanza con il Pd. Ci sono molte, troppe differenze tra noi ed i democratici, però nulla toglie che ci possa essere dialogo, nient'altro che dialogo e dibattito.
Se l'azione politica di Fli dovesse basarsi sull'antiberlusconismo, rischia di fare la fine dell'Idv e di tutti quei movimenti nati in chiave anti-Berlusconi. Lo scrive una persona che ha scritto molti articoli senza aver paura di criticare B. ed il suo governo. Personalmente credo che Fli non possa affiancarsi alla falce e il martello, per gli stessi motivi che ci dividono dal Pd; buona parte degli esponenti ed iscritti a Fli è gente che ha militato nel Msi e in An. Chi sventola la bandiera rossa con quei simboli crede che l'Urss fosse la forma di stato perfetta; gente che crede che lo statalismo sfrenato possa fare bene all'economia.
Con Futuro e libertà si è avviato un nuovo percorso, quello del Terzo Polo; rifiutare l'alleanza con il Pd, non vuol dire allearsi con il Pdl. A questo punto per coerenza sarebbe giusto creare una coalizione con le forze alleate di Fli, così come si è fatto a Napoli e a Milano.
E' ora di chiudere questa lotta fratricida in nome del berlusconismo e dell'antiberlusconismo, a perderci è Fli ed a guadagnarci è B.
lunedì 3 gennaio 2011
Panico Berlusconiano? Con Fini rinasce la Destra
da "Il Secolo d'Italia"
di Alfredo Borgorosso
Massimo Fini, scrittore e polemista di razza, ricorda di aver ricevuto la più lunga «standing ovation della carriera, nel 1985 a Taormina. Ero con Giorgio Almirante ad una convention dei giovani del Msi. Ricordai che per me era inspiegabile l'atlantismo di certa destra..». Firma de Il Fatto quotidiano, direttore del mensile La voce del ribelle, è un disincantato osservatore delle vicende italiane. Segue invece con passione l'evolversi degli scenari geopolitici internazionali, «deluso dalla scarsa tensione per l'interesse nazionale declinata dalle nostre classi dirigenti».
Fini, "mala tempora" per la politica italiana?Una premessa è doverosa: delle vicende di Palazzo mi interessa poco. Per me conta molto di più quello che succede in Afghanistan.
Nessuno ci impedisce di parlare anche di politica estera...Bene. Allora abbiamo assistito negli ultimi mesi ad una fase interessante. Si è registrato il disfacimento del Pdl e del suo leader, una disgregazione politica e anche umana. La stessa passione smodata per le giovanissime del Cavaliere, che mi guardo bene dal condannare, è un segno di senilità... Prima o poi, più prima che poi, questo impero berlusconiano cadrà. La novità è stata lo strappo di Gianfranco Fini, con una distinzione coraggiosa, ma venuta molto tardi.
Il sistema tendenzialmente bipolare sta mostrando crepe?Si sta formando una nuova aggregazione nella quale la parola "moderato" può avere un senso. Berlusconi e i suoi sono tutt'altro che dei moderati. Sono energumeni, lo si è visto.
Non c'è più un solo centrodestra in Italia...Prima si è allontanato Casini, che rappresentava l'impianto democristiano, ora si è aggiunta la posizione della destra di Fini: una rottura mai vista negli ultimi sedici anni. Non era possibile definire con questa categoria, quella di "destra", un partito come il Pdl, che attacca ogni giorno la magistratura, scardinando il riferimento alla "legge e ordine".
Potendo aggiungere all'ultimo suo libro, "Senz'anima, Italia 1980-2010", un ritratto di un personaggio politico che l'ha sorpresa, su chi si soffermerebbe?In tanti mi hanno compito in negativo. Nel bene, mi piacerebbe raccontare Italo Bocchino. Nel dibattito sulla fiducia alla Camera ha detto cose chiare e di destra.
Il 14 dicembre è la data spartiacque nell'ex maggioranza di governo?Il mondo che veniva dal Msi e An ha ritrovato con Fini la sua anima. Ovviamente diversa da quella un po' truce dei tempi della Fiamma. L'alleanza con Berlusconi ne aveva cancellato la ragione sociale.
Intanto nel Paese si è sviluppata una forte protesta giovanile.Un disagio autentico ha attanagliato le piazze studentesche. Non si è trattato solo di una contestazione per una legge più o meno sbagliata. I giovani, che hanno maggiori energie degli anziani altrettanto arrabbiati, hanno dato una rappresentazione di un malessere più profondo.
Che differenze ci sono tra i moti del Aessantotto e quelli recenti di Roma?Il movimento studentesco, promosso da giovani della borghesia guardati con sospetto dalla classe operaia, cavalcava una ideologia morente, il marxismo-leninismo. Fu un bluff nei suoi dirigenti, che ambivano - come poi è avvenuto - a diventare direttori del "Corriere della Sera"... L'attuale protesta giovanile è sintomo della crisi dei ceti medi, che vivono ai margine della soglia di povertà. Non ci sono motivazioni ideologiche ma esistenziali.
Chi è più avanti nell'ascolto di queste sollecitazioni?Nessuno. La classe politica è troppo distaccata dal resto del Paese. E quando intercetta certe proposte, lo fa strumentalmente... In futuro ci saranno sempre più frequenti manifestazioni di piazza, soprattutto con l'impasse economico che viviamo.
Quale sarà la strada di una forza repubblicana, sociale e nazionale?È attesa da un cammino ardito. Il berlusconismo ha corrotto non solo tanti parlamentari ma anche buona parte dell'elettorato. Ma Fli offre una nuova casa alla destra. Nel Pdl ormai è difficile trovare una persona per bene.
lunedì 27 dicembre 2010
Caro Belpietro...
di Marco Mitrugno
Caro direttore Belpietro, vorrei spendere due parole sull'editoriale che è stato pubblicato sul quotidiano da Lei diretto. Innanzitutto vorrei farLe i complimenti, perchè inventare un storia come ha fatto Lei non è cosa semplice, si deve possedere non poca fantasia ed oggi ha dato dimostrazione che se fosse nato qualche tempo fa avrebbe potuto fare concorrenza ai fratelli Grimm.
Ma non importa lei potrebbe essere il cantastorie del decennio che sta per aprirsi: immagino Lei e Apicella che organizzate tour nazionali ed internazionali per cantare le gesta di re Silvio che combatte il male, rappresentato da Fini e tutti i "traditori".
Ma l'argomento centrale di ciò che sto scrivendo è un altro. In precedenza ho scritto che ho letto il suo editoriale (in parte), che non ho gradito. Vedo nel suo modo di scrivere e nel suo modo di trattare l'avversario politico, una degenerazione del mestiere del giornalista, che è da sempre sinonimo di libertà. Basta ricordare la nascita del giornalismo, durante la rivoluzione francese, quel fenomeno culturale e politico che ha fatto capire quanto sia importante la libertà, in tutti i contesti della vita. Ma forse nelle Vostre redazioni, del Giornale e di Libero, non conoscete la libertà, perchè siete devoti all'editore e a chi vi paga lo stipendio. Il giornalismo non può essere lo strumento per attaccare continuamente e quotidianamente l'avversario politico del momento, tanto meno inventando falsi scoop degni delle pagine di Novella 2000, che fanno viaggiare una cucina Scavolini per tutta l'Europa e che inventano falsi attentati per scopi propagandistici. Anche Lei, caro direttore, ha subito un attentato (almeno credo), quindi dovrebbe sapere quanto sia drammatico vedere davanti a sè una persona che vuole ucciderla. Perciò non capisco perchè ha messo in piedi questa sceneggiata, che vuole vedere il presidente Fini come "regista" di un attentato ai propri danni, sol perchè vuol far ricadere la colpa sugli ambienti vicini a Berlusconi.
Grazie a Voi il clima politico di questi tempi è sempre incandescente e non si riesce a trovare un punto d'incontro tra le varie forze politiche sui problemi importanti che attanagliano la nostra Nazione; portate avanti una caccia alle streghe, il cui motto è "O con Silvio, o morte" e non lasciate scampo a chi esprime un'opinione diversa da quella del grande capo.
Credo che con il suo editoriale il giornalismo abbia toccato il fondo; questa professione è stata rovinata dal quotidiano da Lei diretto e dai suoi colleghi del Giornale. Lo pensa una persona che per un breve periodo ha scritto per alcune testate sportive e che è sempre attratta dal giornalismo.
Forse se il suo quotidiano iniziasse a pubblicare qualcosa di sensato, acquisterebbe qualche lettore in più; ma molto probabilmente a Voi questo non interessa, il Vostro unico interesse è il culto del capo.
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mercoledì 22 dicembre 2010
Se il Pdl tornasse Forza Italia?
di Marco Mitrugno
Il Pdl è in crisi. Da quando Fini puntò quel dito alla direzione nazionale, il partito non riesce più ad attirare gente e riceve quotidianamente critiche anche dai simpatizzanti. Il movimento di Berlusconi non avanza proposte e fonda la sua azione politica contro Fini e i traditori. E' una strategia che ha stancato, perchè il Paese non chiede di attaccare quotidianamente Futuro e Libertà, ma chiede di essere governato e visto che Silvio si vanta di aver ottenuto la fiducia, ora governi e risolva i veri problemi, come quello dei rifiuti di Napoli; risponda a tutti i ragazzi che vanno in piazza; porti avanti una politica economica che faccia calare (anche di poco) il tasso di disoccupazione giovanile.
Ma queste sono tematiche che solo un premier responsabile potrebbe affrontare e lui non lo è. Lui è dedito alla sua immagine; è dedito al gradimento che la gente nutre nei suoi confronti; è dedito agli "ideali" (ammesso che li abbia) suo partito.
Proprio su quest'ultimo punto si sta discutendo, tanto che il Giornale ha avviato un sondaggio. Lo si sa da tempo, che in risposta a Fli, Berlusconi voglia cambiare nome al Popolo della Libertà, tanto che c'è chi vedrebbe di buon occhio un ritorno alla vecchia (non è un modo di dire) Forza Italia. Il sondaggio pubblicato dal Giornale dice che più del 70% dei lettori del quotidiano di Sallusti vorrebbe cambiare il nome del partito con quello della discesa di Silvio, Forza Italia. Anche da questi "piccoli" particolari si può capire come Berlusconi ami il passato; crede di essere fermo al '94, quando promise la rivoluzione liberale, in un Paese che rischiava di andare in mano alla gloriosa macchina da guerra di Occhetto e alle forze illiberali. Sedici anni dopo abbiamo visto chi è l'illiberale e chi è che non ha mai attuato la "rivoluzione".
Ma se veramente il Pdl dovesse chiamarsi Forza Italia, cosa accadrebbe? Cosa farà il triumvirato Gasparri-Alemanno-La Russa?
Certo è curioso pensare a La Russa e Gasparri sotto il vessillo di Forza Italia. Immaginare Alemanno che sventola la bandiera di Fi, fa ridere ancor di più: lui, il sindaco di Roma, che fa dell'identità della destra il suo credo. E cosa faranno tutti quei giovinetti identitari, che oggi si riconoscono nel Pdl e che domani potrebbero trovarsi in una "nuova Forza Italia? Loro che ogni volta che gli incrociamo per strada ci dicono che siamo traditori, che siamo venduti, che non crediamo in nessun ideale. Cosa diranno gli esponenti della "destra sociale, identitaria e nazionale" che ancora oggi elogiano le gesta del 1922 quasi a voler rievocare un passato che non tornerà mai più e che in alcuni casi è stato disastroso.
Non sarà facile rivedere nuovamente nel campo politico Forza Italia, ma qualche confezione di pop corn possiamo prepararla, magari per farci qualche risata!
martedì 14 dicembre 2010
E' una sconfitta, ma adesso viene il bello
di Marco Mitrugno
Il governo, malgrado tutto, ha ottenuto la fiducia. Bisogna prenderne atto e come ha ammesso il presidente questa è una nostra sconfitta. Ciò non vuol dire che la battaglia sia persa, concordo con chi dice che quella di Berlusconi è una vittoria di Pirro, una vittoria momentanea, che di fatto non garantisce che il governo andrà avanti fino al 2013. Nessuno è convinto che l'esecutivo porterà a termine il mandato, ne sono certi anche all'interno della Lega, che continua a pensare che le elezioni siano molto vicine.
C'è chi dice che quella di Berlusconi è una vittoria politica, ma non lo è. Il governo ha incassato la fiducia grazie ai transfughi del Pd e dell'Idv, che hanno sempre annunciato che se avessero avuto l'occasione di mandare a casa Silvio ci sarebbero riusciti, ma che hanno dato dimostrazione che anche dalla loro parte c'è chi si fa convincere con un sms.
Il presidente del Consiglio dice che non esiste un centrodestra alternativo a quello guidato da lui, confermando quello che ha affermato Roberto Menia nel suo intervento, ovvero il fatto che Berlusconi pensa che il centrodestra sia proprietà privata e appartenga solo alla sua persona.
Berlusconi ha vinto dal punto di vista numerico. Stop! Non sarà capace di governare e di portare a termine le grandi riforme di cui il Paese ha bisogno; le difficoltà verranno subito a galla, a partire dal voto sulla questione dei rifiuti napoletani; in più sarò curioso di vedere se Scilipoti, Calearo, e Cesario voteranno a favore di una riforma della giustizia, che invece di risolvere i problemi del settore, lo distrugge.
Ma ricordate cosa succedeva nel 2008? Il governo Prodi era appeso ad un filo, la maggioranza del centrosinistra era risicata e dipendeva da due o tre voti. La situazione era come quella che si è venuta a creare con il voto della Camera, ma mentre nel 2008 Berlusconi chiedeva le dimissioni di Prodi, adesso è più che mai attaccato alla sua poltrona di Palazzo Chigi.
In più venire a conoscenza del comportamento di Gasparri nel momento in cui gli è stato comunicato il risultato della Camera: infatti il presidente dei senatori del Pdl ha rivolto un bel dito medio nei confronti di Gianfranco Fini, che in quel momento era inquadrato dalle telecamere della Camera. Un gesto in pieno stile berlusconiano, che è la fotocopia della deriva politica che si sta raggiungendo in questa Nazione; non si fa altro che alimentare le tifoserie e guardando in diretta il voto alla Camera ne abbiamo avuto l'ennesima dimostrazione.
Il tasto più doloroso della votazione è stato il no della Polidori e l'astensione di Moffa. Il voto a favore del governo è stata una sorpresa per tutto il gruppo di Fli. Se è vero che l'ex esponente di Fli è stata minacciata, ciò non fa altro che aggravare la sua situazione, perchè proprio in queste occasioni si deve avere il coraggio di far valere la Libertà, quella con la L maiuscola, di esprimere le proprie idee, magari prendendo esempio da Serenella Accorsi che ha avuto il coraggio di denunciare tutto ciò che le accade, da quando ha deciso di aderire a Generazione Italia.
La sconfitta è cocente, è vero ed è inutile negarlo, ma proprio adesso viene il bello, perchè adesso, in questo momento prevarrà la forza delle idee che contraddistingue e deve contraddistinguere Fli dagli altri partiti. Adesso Futuro e Libertà deve portare avanti una opposizione non durissima ma ferma sui propri ideali. Ed alla fine lasciamo da parte chi ha scelto di votare a favore del governo, perchè noi a differenza del Pdl non gridiamo al tradimento.
venerdì 3 dicembre 2010
Riscopriamo la passione
di Marco Mitrugno
Il dado è tratto. Fli ha annunciato che presenterà la mozione di sfiducia verso il Governo insieme ad Udc e Api. La decisione è stata presa perchè Berlusconi non ha risposto agli interrogativi che gli sono stati posti a Bastia Umbra.
Il dado è tratto. Fli ha annunciato che presenterà la mozione di sfiducia verso il Governo insieme ad Udc e Api. La decisione è stata presa perchè Berlusconi non ha risposto agli interrogativi che gli sono stati posti a Bastia Umbra.
Il destino del Governo, a meno di colpi do scena, che a questo punto è difficile immaginare, è scritto. Il fattore che sta logorando l'esecutvo non è Fli, come qualcuno sta cercando di dire, ma l'immobilismo davanti ad i problemi importanti della Nazione: i rifiiuti a Napoli, la disoccpuazione giovanile, la crisi economica. Tutti questi problemi si sono ingigantiti e sono diventati di difficile soluzione, perchè la politica viene vista come uno strumento per fare carriera o come uno strumento per accrescere gli interessi personali. Niente di più sbagliato. L'impegno politico deve essere prima di tutto passione; passione per dare ai givani un futuro migliore; passione per tagliare fuori dallo smaltimento dei rifiuti campani la camorra e la malavita; passione per tagliare nei settori dove si spende troppo e male ed investire nell'innovazione.
L'arrivismo non ha mai giovato a nessuno: si prediligono gli sporchi affari personali, a discapito degli interessi della Nazione.
Ne abbiamo avuto la prova quando è stato proposto il processo breve: per salvare un singolo processo, di una singola persona, si perdevano tutti gli altri, alla faccia del diritto "alla giustizia" che hanno i cittadini.
In questi ultimi tempi abbiamo assistito ad un fenomeno strano: negli anni più recenti è stato il cittadino ad essere a disposizione della politica e non il contrario.
L'impegno politico è un "contratto" che si sigla con i cittadini, un contratto che deve essere rispettato a tutti i costi lasciando da parte l'ambizione personale. Purtroppo anche nelle scuole si sta sviluppando un ragionamento sbagliato: secondo alcuni docenti, i politici devono interessarsi al proprio orticello, ma allo stesso tempo devono occuparsi del bene nazionale. Se un concetto del genere dovesse prendere piede sarebbe la fine della politica più alta e nobile; la politica fatta dell'impegno disinteressato, la politica degli ideali.
Per fortuna questa politica esiste ancora, l'ho ritrovata e ammirata a Perugia, durante la convention di Fli. E se per questo siamo considerati traditori di Berlusconi, allora dobbiamo esserne fieri.
venerdì 26 novembre 2010
Recuperiamo la figura di Marinetti
di Marco Mitrugno
Filippo Tommaso Marinetti è da sempre un'icona della destra italiana. Molti citano l'artista italiano, ma in pochi conoscono, o meglio, ne condividono il pensiero.
Marinetti nacque nel 1876 ad Alessandria d'Egitto; nonostante i suoi studi di giurisprudenza, ha sempre espresso la sua passione per la letteratura. Letteratura, però, che non doveva essere quella tradizionalista, ostaggio delle accademie e della sintassi, ma libera da ogni schema; infatti il fondatore del futurismo usò il metodo delle "Parole in libertà". Diede vita ad una rivoluzione letteraria e poetica che fu molto criticata ma divenne parte integrante della letteratura italiana.
Uno degli aforismi del fondatore del futurismo è "Insegniamo la voluttà d'esser fischiati", che fa capire come il movimento culturale non avesse paura delle critiche, per esempio quelle che arrivavano tramite le "serate futuriste".
La forza di Marinetti stava nell'affermare le sue idee progressiste, in un'Italia filo-conservatrice, che tentava di rifiutare ogni tipo di progresso in qualsiasi campo. Sicuramente molte delle idee del poeta erano improponibili negli '10 e '20 ed oggi lo sono ancor di più. Basti pensare che FTM era un fervente oppositore del Vaticano, che dall'artista era visto come un fattore che rallentava il progresso dell'Italia; si può ricordare l'uso, secondo Marinetti, che bisognava fare dei canali di Venezia: riempirli con le macerie dei palazzi antichi e delle chiese per dar spazio alla costruzione di edifici industriali e alla nascita di poli militari.
Queste vedute, come altre (la guerra come igiene del mondo), sono anacronistiche: cosa sarebbe l'Italia senza le chiese e i palazzi antichi, che fanno parte del patrimonio culturale nazionale? Cosa sarebbe stato il mondo , se tutti, i paesi del globo intendessero la guerra come igiene del mondo?
Riconoscere alcune "falle" nel pensiero marinettiano, non vuol dire che non si possa prendere spunto dallo stesso.
Credo che un obiettivo molto importante che Futuro e Libertà deve raggiungere, sia quello di rompere completamente con alcuni elementi che lo legano alla vecchia destra.
Questa destra nuova, deve lasciar da parte alcuni simboli tradizionali, che hanno sempre condito la cultura del MSI prima e di AN dopo, a partire da saluti, cosiddetti del legionario e della parola "camerata". Si capisce che per molti hanno un significato molto importante, specialmente per chi ha militati nel FdG, ma sono simboli vecchi, che non rappresentano la nuova gioventù, c'è la necessità di creare un qualcosa di innovativo.
La sciamo da parte quel "triumvirato" di valori come Dio, Patria, Famiglia. Attenzione però, questo invito arriva da un conservatore, ma è arrivato il tempo di cambiare. I valori della religione, della Patria, della famiglia, devono essere temi centrali della nostra azione politica: l'importanza della nazione e della sua unità, l'importanza della cultura cristiana nella nostra società, l'importanza della comunità familiare. Questi concetti potrebbero essere riadattati: laicità positiva, riconoscimento dei diritti per le coppie di fatto eterosessuali.
L'ottica e il pensiero di Marinetti devono essere presenti nella vita quotidiani di Fli: l'amore per la temerarietà, per l'azione, la volontà di gettare il cuore oltre l'ostacolo, l'essere audaci.
Questi devono essere concetti cardine, affinchè si possa avere una migliore partecipazione all'interno della vita pubblica.
In molti ci hanno criticati: ci dicono che siamo falsi futuristi; ci dicono che il futurismo era tutt'altro. Ma non è vero: il futurismo lanciava sfide difficili e complicate da vincere e noi, insieme al Presidente Fini, abbiamo lanciato la nostra sfida alle stelle.
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martedì 23 novembre 2010
Tremaglia:"B. peggio di Salò"
Dalla Repubblica di Salò a Futuro e Libertà. Passando, in oltre sessant'anni di militanza, per il Movimento Sociale, Alleanza Nazionale e il Pdl. Fino al congresso di Perugia, a quella frase sfuggita dalle labbra appena prima di scendere dal palco: «Alla faccia di Berlusconi». È la storia di Mirko Tremaglia, una vita spesa nel nome dell'italianità («è tutta la vita») e dei diritti degli italiani all'estero, a cui riuscì, con una legge approvata il 20 dicembre 2001, a dare il voto. La prima volta, alle elezioni del 2006, con esito infausto per il centrodestra. Al punto che Berlusconi attaccò violentemente il padre della norma, minacciando addirittura di eliminarla. Tremaglia non l'ha perdonato. E oggi si spinge fino ad affermare che l'Italia di Mussolini era «più seria, più italiana» di quella di Berlusconi, a cui va «sicuramente» preferita l'esperienza della Repubblica Sociale. Contrattaccando su tutta la linea: «Berlusconi ha detto che manderà in pensione gli italiani all'estero», ribatte a L'espresso, «ma sarò io a mandare in pensione lui».
Onorevole Tremaglia, chi è Silvio Berlusconi?
È un uomo strano, che vuole essere il primo della classe dappertutto. Ma non si rende conto che deve fare il Presidente del Consiglio, un ruolo che richiede un senso delle Istituzioni oltre che l'intelligenza.
Invece lui non lo fa?
Il presidente del Consiglio deve fare il presidente del Consiglio. E invece fa tutt'altro. Ne fa di tutti i colori. Ad esempio, quando dice che è il più grande presidente degli ultimi 150 anni. Quando fa i suoi giochi di prestigio, anche nella sua vita privata. Ci sono situazioni interpersonali che dovrebbe rispettare. E invece insiste. Ora, io potrei dirle, ma non le dico. Però potrei dirle.
Preferisce alludere.
No, posso dirle che ci sono state delle situazioni di scontro sul piano personale, nei miei confronti, che sono state veramente indecenti. E sulle quali io non ho mai messo lingua. Ho sempre taciuto per non portare i discorsi su un piano miserevole.
Immagino ci sia di mezzo quando Berlusconi la accusò di aver fatto vincere le elezioni del 2006 alla sinistra...
Io ho fatto delle denunce all'autorità giudiziaria. Che non si è mai pronunciata.
Lei sostiene di aver «portato a compimento la democrazia in Italia» dando il voto a milioni di italiani all'estero. Ma pensa che il nostro sia un Paese compiutamente democratico?
No, e uno dei motivi per i quali ho votato contro la fiducia a Berlusconi alla Camera è stato proprio questo.
Berlusconi è antidemocratico?
Sì. È stato lui a dare il via a una legge per il reato di immigrazione clandestina. Che colpisce i migranti non perché commettono una qualche infrazione, ma per il semplice fatto di essere migranti. Ma se questa regola fosse stata applicata a noi italiani, che siamo arrivati a oltre 90 milioni di migranti, avremmo dovuto essere mandati via. E poi questo governo ha dimenticato gli italiani nel mondo. Su cui Berlusconi ne ha dette di tutti i colori. La mia legge, invece, va modificata introducendo lo scrutinio segreto nelle ambasciate e nei consolati. E il ministero per gli italiani all'estero va ripristinato.
È questo l'unico aspetto antidemocratico del governo Berlusconi?
No, situazioni controverse ce ne sono tutti i giorni, che vengono denunciate da varie parti politiche, non solo da sinistra. Noi dobbiamo ragionare per bene, da italiani. Siamo in una situazione partitocratica che distrugge tutti i diritti degli italiani. Quando ho votato contro Berlusconi apertamente prendendo la parola in Aula ho avuto acclamazioni da tutto il mondo, mai ne ho avute tante. E questo mi riempie di gioia.
Che pensa di chi, in Futuro e Libertà, si dice disposto ad allearsi anche con la sinistra pur di chiudere l'esperienza di Berlusconi in politica?
Dobbiamo fare in modo che se ne vada il governo Berlusconi. Noi votiamo per situazioni che determinano il fatto della sconfitta di Berlusconi. Che poi ci siano gli uni o gli altri non importa. Una volta che non si sconfessano certi principi, certi ideali, per me va bene.
Qualsiasi cosa per farlo cadere, insomma.
Qualsiasi cosa che sia nell'interesse dell'Italia e degli italiani. Questo già assolve da ogni possibile rimorso.
Pensa ci sia il rischio di un ritorno a un sistema autoritario?
Dipende da che cosa si intende, perché sistema autoritario può essere considerato anche quello di adesso. Indubbiamente con il sistema elettorale attuale, secondo cui uno può disporre dei seggi secondo il suo gradimento, diventa veramente pericoloso. Anche se la crisi partitocratica in atto credo non permetta di arrivare a soluzioni di questo tipo.
Quindi esclude...
No, non escludo. Il problema è che si perdono gli ideali, e questo può portare a far sì che entri in scena chi ha più soldi, chi ha situazioni pregresse soprattutto sotto l'aspetto economico.
E dunque alle compravendite di parlamentari.
Questo è un problema. Adesso c'è la faccenda della Carfagna, che insiste per andare via. Ma insistono anche gli altri nel fare operazioni al contrario, verso il Pdl.
Come la Santanchè...
Sì, mi ha fatto persino ridere. Perché lei ha fatto una operazione su un mio amico dell'Argentina, l'onorevole Angeli (Giuseppe, nda). Che è venuto subito dopo da me per giurare eterna fedeltà. Quella operazione l'aveva condotta la Santanchè.
Gli aveva offerto dei soldi?
Questo non lo so.
Uno dei temi fondanti della destra è la legalità. Cosa pensa della recente sentenza su Dell'Utri?
Che le sentenze vanno rispettate. Non si può dire che sono buone solo quelle che ci vanno bene, e sbagliate quelle che non ci piacciono: così è finita la giustizia. Io rispetto la giustizia, anche perché sono avvocato. E poi anche la storia del processo che non si deve fare al presidente del Consiglio è sbagliata.
Era più libera l'Italia di Mussolini o quella attuale?
Era più seria, più italiana quella di Mussolini. Bisogna avere il senso dello Stato, il senso dell'italianità. Anche se sono situazioni estremamente diverse.
Meglio Salò di Berlusconi?
Ah, sicuramente. Nel senso che se lei toglie il discorso di quello che hanno fatto i tedeschi, certamente. Anche se lì la situazione era di guerra, quindi è difficile fare un paragone di questo tipo.
Ma Gianfranco Fini non disse che la Repubblica Sociale è stato il "male assoluto"?
C'è una certa destra che dice che Fini ha tradito il Movimento Sociale, ma sono tutte balle. Io sono sicuro al cento per cento che Fini quella frase non l'abbia mai detta. C'era vicino a Fini una persona che me lo ha riferito.
Cosa ha sbagliato Fini?
Fini ha commesso l'errore della fusione nel Pdl, ha lasciato fare la fusione ai colonnelli. Per fortuna sono riuscito a lasciare fuori il Comitato Tricolore per gli italiani all'estero, di cui sono presidente da oltre quarant'anni.
Ma ora quella nel Pdl è un'esperienza finita. Come direbbe lei, "Alla faccia di Berlusconi".
A Bastia Umbra quando mi è scappata quell'ultima frase si è scatenato l'applauso. Ho detto apertamente che Berlusconi non mi poteva impedire una presa di posizione in favore degli italiani nel mondo, che è coerente con tutta la mia vita politica. Che di quello che ne pensa lui non mi interessa. Lui dice che vuole mandare in pensione gli italiani all'estero? E io mando in pensione lui.
Qualsiasi cosa che sia nell'interesse dell'Italia e degli italiani. Questo già assolve da ogni possibile rimorso.
Pensa ci sia il rischio di un ritorno a un sistema autoritario?
Dipende da che cosa si intende, perché sistema autoritario può essere considerato anche quello di adesso. Indubbiamente con il sistema elettorale attuale, secondo cui uno può disporre dei seggi secondo il suo gradimento, diventa veramente pericoloso. Anche se la crisi partitocratica in atto credo non permetta di arrivare a soluzioni di questo tipo.
Quindi esclude...
No, non escludo. Il problema è che si perdono gli ideali, e questo può portare a far sì che entri in scena chi ha più soldi, chi ha situazioni pregresse soprattutto sotto l'aspetto economico.
E dunque alle compravendite di parlamentari.
Questo è un problema. Adesso c'è la faccenda della Carfagna, che insiste per andare via. Ma insistono anche gli altri nel fare operazioni al contrario, verso il Pdl.
Come la Santanchè...
Sì, mi ha fatto persino ridere. Perché lei ha fatto una operazione su un mio amico dell'Argentina, l'onorevole Angeli (Giuseppe, nda). Che è venuto subito dopo da me per giurare eterna fedeltà. Quella operazione l'aveva condotta la Santanchè.
Gli aveva offerto dei soldi?
Questo non lo so.
Uno dei temi fondanti della destra è la legalità. Cosa pensa della recente sentenza su Dell'Utri?
Che le sentenze vanno rispettate. Non si può dire che sono buone solo quelle che ci vanno bene, e sbagliate quelle che non ci piacciono: così è finita la giustizia. Io rispetto la giustizia, anche perché sono avvocato. E poi anche la storia del processo che non si deve fare al presidente del Consiglio è sbagliata.
Era più libera l'Italia di Mussolini o quella attuale?
Era più seria, più italiana quella di Mussolini. Bisogna avere il senso dello Stato, il senso dell'italianità. Anche se sono situazioni estremamente diverse.
Meglio Salò di Berlusconi?
Ah, sicuramente. Nel senso che se lei toglie il discorso di quello che hanno fatto i tedeschi, certamente. Anche se lì la situazione era di guerra, quindi è difficile fare un paragone di questo tipo.
Ma Gianfranco Fini non disse che la Repubblica Sociale è stato il "male assoluto"?
C'è una certa destra che dice che Fini ha tradito il Movimento Sociale, ma sono tutte balle. Io sono sicuro al cento per cento che Fini quella frase non l'abbia mai detta. C'era vicino a Fini una persona che me lo ha riferito.
Cosa ha sbagliato Fini?
Fini ha commesso l'errore della fusione nel Pdl, ha lasciato fare la fusione ai colonnelli. Per fortuna sono riuscito a lasciare fuori il Comitato Tricolore per gli italiani all'estero, di cui sono presidente da oltre quarant'anni.
Ma ora quella nel Pdl è un'esperienza finita. Come direbbe lei, "Alla faccia di Berlusconi".
A Bastia Umbra quando mi è scappata quell'ultima frase si è scatenato l'applauso. Ho detto apertamente che Berlusconi non mi poteva impedire una presa di posizione in favore degli italiani nel mondo, che è coerente con tutta la mia vita politica. Che di quello che ne pensa lui non mi interessa. Lui dice che vuole mandare in pensione gli italiani all'estero? E io mando in pensione lui.
Fabio Chiusi (L'Espresso)
giovedì 18 novembre 2010
martedì 16 novembre 2010
Quando viene criticata la cultura...
Da "Generazione Giovani"
di Marco Mitrugno
Credevo che dopo la messa in onda della seconda puntata di “Vieni via con me” le polemiche dovessero affievolirsi. Ma in Italia, prima che una polemica si spenga, deve passare molto tempo. In questi giorni si è letto sui giornali e si è sentito ai telegiornali ciò che hanno scatenato gli inviti fatti a Fini e Bersani da parte di Fazio e Saviano, con la rivolta di Masi e tutti i pidiellini. Il programa è andato in onda regolarmente, ha fatto il suo record di ascolti (superando, per fortuna, il Grande Fratello), ma ha continuato a scatenare le polemiche, di tutti coloro che sono contro la buona televisione e contro le figure politiche che sono apparse ieri sera nello studio televisivo. Infatti questa mattina sono comparse su tutti i giornali critiche di ogni tipo ai conduttori e a Gianfranco Fini. Naturalmente tutte queste critiche sono arrivate da un solo partito: il Pdl. Tutto torna, le lamentele sono sempre dette dai soliti Cicchitto e Gasparri, ai quali si è aggiunto il ministro Maroni, che si è sentito colpito dal bellissimo monologo di Roberto Saviano sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta in Lombardia. Gli esponenti del Pdl, però, non si sono accontentati di attacare la trasmissione televisiva, ma se la sono presa anche con Fini che ha letto quali sono i valori di destra.
Andiamo per ordine. Il monologo di Saviano, che ha parlato per mezz’ora, partendo dalla nascita di Cosa Nostra, ‘Ndrangheta e Camorra fino alle infiltrazioni delle cosche calabresi nella politica lombarda. Quando il giornalista ha parlato delle infiltrazioni mafiose nella politica, ha fatto il nome della Lega, scatenando di fatto le ire del ministro Maroni, che ha chiesto un faccia a faccia in tv con Saviano. Naturalmente a dar man forte a Maroni ci si è messo il Pdl con Gasparri che ritiene “condivisibile” l’indignazione del ministro. Siamo alle solite: un giornalista che compie il suo dovere, denunciando gli affari sporchi e illeciti della mafia, che denuncia gli accordi mafia-politica, che invece di essere difeso e tutelato, come dovrebbe fare un governo responsabile, viene attaccato perchè cita un esponente della Lega che avrebbe contatti con ambienti poco raccomandabili. Si segue sempre l’esempio di quella gente che vede nei mafiosi i veri eroi e non ci si rende conto che c’è chi quotidianamente rischia la vita sognando un’Italia migliore. Inoltre Saviano non è uno sprovveduto, cita dei dati che sono estratti dalle varie inchieste. Ma a loro non interessa il lavoro dei magistrati, perchè sono deviati mentali e quindi è tutta un’invenzione. Oltre all’ottimo lavoro di Saviano, viene criticato anche l’elenco dei valori della destra che è stato declamato da Gianfranco Fini. In molti non l’hanno gradito: per Gasparri (c’è sempre lui in mezzo) “è stato come un compito di quinta elementare”; Cicchitto ha definito la trasmissione come un misto tra “settarismo e mediocrità” e naturalmente non poteva mancare il giudizio de “Il Giornale” che parla di apertura della campagna elettorale. Magari loro avrebbero gradito se quell’elenco fosse stato letto da Berlusconi, ma non sappiamo se poi i valori descritti sarebbero stati l’amor di patria, l’etica pubblica e il senso dello stato. E come ha già scritto Gianmario Mariniello aspettiamo che sia invitato il premier e vedremo quale sarà il suo elenco di valori. Questa è l’ennesima prova che in Italia viene criticata anche la cultura.
La destra è...
Per la Destra è bello, nonostante tutto, essere italiani. E’ un piccolo privilegio, perché la nostra Patria, a Palermo come a Milano, ha un patrimonio culturale e paesaggistico che il mondo intero ci invidia.
Anche per questo, essere di Destra, vuol dire innanzitutto amare l’Italia, e aver fiducia negli italiani, nella loro capacità di sacrificarsi, di lavorare onestamente, di pensare senza egoismi al futuro dei propri figli, di essere solidali e generosi.
Perchè, per la Destra, sono generosi i nostri militari che in Afghanistan ci difendono dal terrorismo, come lo sono le centinaia di migliaia di donne e di uomini che ogni giorno e gratis fanno volontariato per aiutare gli anziani, gli ammalati, i più deboli.
E, per la Destra, sono solidali, e meritevoli di apprezzamento, le tante nostre imprese e le tante famiglie che danno lavoro agli immigrati onesti, i cui figli, domani, saranno anch’essi cittadini italiani.
Ma oggi, nel 2010,per crescere insieme, per essere davvero unito, per sentirsi comunità nazionale il nostro popolo non può confidare solo sulla sua generosità. Ha bisogno di Istituzioni politiche autorevoli, rispettate, giuste.
Per questo, Destra vuol dire senso dello Stato, etica pubblica, cultura dei doveri.
Per la Destra lo Stato deve essere efficiente ma non invadente, spendere bene il danaro pubblico senza alimentare burocrazia e clientele.
Per la Destra, è lo Stato che deve garantire che la legge è davvero uguale per tutti, che deve combattere gli abusi e il mal costume, che deve valorizzare l’esempio degli italiani migliori.
Per questo, ad esempio, per la Destra, si dovrebbe insegnare fin dalla scuola, ai più giovani, che due magistrati come Falcone e Borsellino sono davvero degli eroi perché sarà grazie al sacrificio loro e di tanti altri umili servitori dello Stato che un giorno la nostra Italia sarà più pulita, più bella, piu’ libera.
Perché sarà un’Italia più responsabile, più attenta al bene comune, più consapevole della necessità di garantire che chi sbaglia paga e chi fa il proprio dovere viene premiato.
La Destra sa che senza la autorevolezza e il buon esempio delle Istituzioni, senza la autorità della legge, senza una democrazia trasparente ed equilibrata nei suoi poteri non c’è libertà ma solo anarchia, prevalenza della arroganza e della furbizia a tutto discapito della uguaglianza dei cittadini.
Per la Destra, l’uguaglianza dei cittadini deve essere garantita nel punto di partenza, al Nord come al Sud. Per gli uomini come per le donne. Per i figli dei datori di lavoro come per i figli degli impiegati e degli operai.
Da questa vera uguaglianza, l’uguaglianza delle opportunità, la Destra vuol costruire una società in cui il merito e le capacità siano i criteri per selezionare la classe dirigente. La Destra vuole L’Italia un Paese in cui chi lavora di più, e meglio guadagna di più, in cui chi studia va avanti, in cui chi merita ottiene i maggiori riconoscimenti.
Insomma, la Destra vuole un’Italia che ha fiducia nel futuro perché ha fiducia in se stessa. Non la dobbiamo costruire questa Italia migliore: c’è già. Dobbiamo solo far sentire la sua voce. Anche questo è il compito della Destra.
giovedì 4 novembre 2010
E adesso fondiamo questo movimento giovanile
La convention di Perugia è vicinissima. L'adrenalina e l'entusiasmo sale, saremo protagonisti della nascita del nuovo soggetto politico e del suo movimento giovanile. Personalmente è la prima esperienza e difficilmente la dimenticherò. C'è chi ha vissuto ciò che è successo a Mirabello, ma quello che accadrà a Perugia sarà un qualcosa di totalmente diverso, a partire dall'intervento di Gianfranco Fini, che illustrerà la linea che dovrà mantenere Fli.
Sarà un qualcosa di eccezionale. Gente che si incontrerà per la prima volta, ci saranno persone che si avvicinano alla politica per la prima, ci saranno persone che vorranno sapere quale sarà la strategia di Fli.
Noi giovani daremo vita al nuovo movimento giovanile, che sarà eterogeneo, ognuno potrà esporre le proprie idee, ma saremo tutti una grande famiglia, che vuole immaginare il proprio futuro, che vuole costruire un'Italia migliore, in nome degli ideali che sono stati ben descritti dal sito di Generazione Giovani: Unità nazionale, legalità, giustizia, amore per la patria.
Secondo alcuni dovevamo essere quattro gatti, ma forse c'è qualche gatto che si è unito a noi. Già, perchè dovrebbero essere mille i giovani che si riuniranno sabato sera, per dar vita al movimento giovanile.
E adesso fondiamo questo movimento giovanile. Senza paura, senza alcun tipo di nostalgia, guardiamo con ottimismo al futuro, pensiamo a ciò che vogliamo costruire, usando gli ideali che ci hanno unito.
mercoledì 20 ottobre 2010
Questa è la destra
In questi ultimi mesi, dopo l'espulsione di Fini dal Pdl, in tanti si chiedono quali sono i valori che la destra politica italiana ha sempre fatto suoi. Naturalmente non bisogna soffermarsi sui valori di 30-40 anni fa, ma sui valori di cui ha bisogno l'Italia in questi anni.
C'è chi dice che Futuro e Libertà non sarà un partito di destra perchè (secondo alcuni) pone all'attenzione della classe dirigente istanze di "sinistra".
I valori che la destra di oggi deve portare avanti sono diversi e tutti potrebbero essere collegati tra di loro: futuro, patria, rispetto, legalità, gioventù, impegno, giustizia, solidarietà, libertà.
Sfido chiunque a dirmi che questi non siano valori che identificano, al giorno d'oggi, la destra italiana.
Perchè il futuro? Perchè noi giovani abbiamo bisogno di costruire un futuro sicuro; non dobbiamo essere schiavi del volere dei nostri vecchi. Futuro perchè non si deve guardare con nostalgia al passato, ma cercare di creare un avvenire migliore, portandoci dietro le tradizioni importanti della nostra Nazione.
Patria perchè deve essere riscoperto l'amore per la nostra Italia; deve essere incentivato lo studio della storia d'Italia; le Istituzioni devono essere rispettate per il ruolo importante che ricoprono all'interno della nostra società, senza sparare a zero (come fa qualcuno).
Rispetto perchè bisogna rispettare l'avversario politico, rispettare l'idea altrui, rispettare l'immigrato che lavora e, a sua volta, rispetta la nostra legislazione.
C'è bisogno di legalità: alcuni vogliono nascondere responsabilità che deputati e altre personalità che ci rappresentano hanno. Legalità perchè la lotta alla mafia deve essere rafforzata e sentire un sottosegretario dire che non servono le intercettazioni telefoniche di un mafioso che parla con la madre, deve far riflettere sulla classe dirigente che guida l'Italia.
Con la legalità e collegata la giustizia, che, in Italia, è lentissima e per avere tra le mani una sentenza di un processo civile si devono attendere diversi anni. Abbiamo visto in questi tempi come gente che indagata e condannata sieda ancora in Parlamento. E poi si dice che la legge deve essere uguale per tutti.
La destra però è anche gioventù. Noi siamo il futuro, ce lo ripetono sempre, però non ce lo lasciano mai. A questo punto il futuro dobbiamo prendercelo noi, con il nostro impegno in qualsiasi cosa, dal lavoro alla politica. Dobbiamo far risaltare il nostro pensiero, il futuro è nostro ma se non lo prendiamo noi, nessuno ce lo lascerà. Solo noi giovani possiamo portare nella politica una ventata di pulizia: non abbiamo industrie, non abbiamo televisioni, non abbiamo interessi di qualsiasi tipo. Il nostro unico interesse deve essere quello di creare un'Italia migliore.
E la libertà? Tutti ci parlano di libertà, ma è quasi sempre limitata, specialmente per i giovanissimi. C'è bisogno di libertà vera: libertà di esprmere un'opinione differente, libertà di essere fuori dal coro, libertà di essere se stessi, libertà di denunciare i soprusi.
Sono questi i valori che mi hanno portato ad avvicinarmi alla politica di Gianfranco Fini. La vera destra è questa.
martedì 5 ottobre 2010
Aspettando Perugia...
E finalmente ci siamo: nasce il nuovo partito. Fli diventa un soggetto politico. Tutti si chiedono che tipo di partito sarà e chi risponde dice che sarà un aggregato di idee senza generali, colonnelli, falchi e colombe e che non sarà percorso da personalismi e gelosie . Naturalmente a dirlo è il Presidente Fini. Quindi l'incontro che si terrà a Perugia, non sarà dedicato ai soli aderenti di Generazione Italia, ma a tutti i simpatizzanti di Futuro e Libertà.
Un percorso che è cominciato il 5 settembre a Mirabello, con il discorso di chiusura della Festa Tricolore di Gianfranco Fini, che di fatto espose i punti salienti della politica di Fli.
A questo punto ha inizio una nuova avventura, parte una destra nuova, fondata sui valori della legalità e sull'unità della Nazione e se qualcuno crede che con i "team della libertà" (mi sà tanto di servilismo) possa mettere paura a questo movimento, evidentemente non ha capito nulla. Perchè non si rende conto dell'entusiasmo che c'è, soprattutto tra noi giovani.
E a questo punto non resta che aspettare Perugia (prima) il 6 e 7 novembre e Milano (poi) il 27 gennaio.
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venerdì 1 ottobre 2010
Ciarrapico sì, Fini no
Che esponenti che ha il Pdl! Dovrebbe essere il Partito dell'amore, ma non lo è stato, non lo è e non lo sarà. Specialmente dopo l'intervento di Ciarrapico durante il dibattito al Senato sulla fiducia al Governo. Il senatore, che si è più volte dichiarato fascista, nonostante i richiami del Ppe, qualche tempo fa.
Ieri però ha superato il limite, dando a Fini e ai finiani dei rinnegati e chiedendosi se Fini e i suoi hanno ordinato le kippah (il tradizionale copricapo che usano gli ebrei uomini quando sono nelle sinagoghe) per la fondazione del nuovo partito. Tutto questo ha scatenato le reazioni di tutto il mondo politico, mi aspettavo che Berlusconi dicesse che fosse stata una battuta, come quella di Bossi, ma si è dissociato.
E' triste come un senatore della Repubblica possa fare certe dichiarazioni di stampo anti-semite, anche se lo stesso Ciarrapico ha aggiustato il tiro, dicendo che non è una questione di anti-semitismo (ma ci credo poco).
Non si capisce come Gianfranco Fini sia stato detto incompatibile con il Pdl, mentre un fascista, che fa ancora affermazioni dele genere, è considerato compatibile con un partito, che, si dice, sia liberale. Questa è la logica del berlusconismo, un fascista, un socialista e un non credente, trovano casa nel Pdl non per un'idea di pluralismo, ma per rendere omaggio ad una persona che lo ha fatto arrivare al Senato. D'altronde lo ha detto lo stesso Ciarrapico: i finiani sono stati eletti grazie a Berlusconi. Questo per far ribadire il concetto.
Le dichiarazioni di Ciarrapico, hanno trovato asilo anche nell'ala più estrema della Giovane Italia, che critica la risposta di Fli, specialmente l'ultimo trafiletto, dove l'On. Ruben dice:"Noi siamo cittadini ebrei italiani". Non si capisce cosa ci sia di strano.
Ultimamente qualcuno mi ha chiesto di rientrare nella Giovane Italia (della quale non conosco l'organigramma e non so nemmeno se ci sia), ma preferisco rimanere fuori da questo partito, voglio preservare la mia faccia e la mia dignità.
martedì 28 settembre 2010
Lettera al Presidente Fini e...risposta
Caro Presidente,
sono un ragazzo di 18 anni, ho sempre avuto la passione per la politica e grazie a Lei è cresciuta ulteriormente.
Le scrivo questa lettera per molti motivi. Uno su tutti per dirLe che ha tutta la mia stima e appoggio per le vicende politiche che La stanno coinvolgendo.
Grazie al Suo coraggio, è riuscito a muovere l'Italia, La nostra Nazione (uso questo nome perchè è ora che si inizi ad usarlo nuovamente) ha bisogno di interventi mirati e Lei fa bene a proporre una nuova sintesi di idee. Ascoltando il Suo discorso di Mirabello ho capito che in Italia c'è ancora chi vuole bene al nostro Paese. Sono rimasto entusiasta dopo il Suo discorso e credo che lei, il 5 settembre, ha realizzato qualcosa di storico. Si, perchè, dal mio punto di vista, Lei sta mettendo fine al berlusconismo, che in parte ha fatto bene all'Italia, ma anche fatto male. D'altronde, come ho sempre pensato, Destra non significa berlusconismo.
Io credo che una "Destra Nuova" sia possibile, una Destra realmente liberale, che si apre agli immigrati regolari che rispettano la nostra legislazione e le nostre tradizioni, una Destra che renda più forte il concetto di Roma capitale e non Roma "ladrona", in puro stile leghista.
Io sono un pugliese e non mi piace ciò che il Governo sta facendo, appiattendosi su un programma pressochè leghista; ma questo mio sentimento non vuol dire che "odio" i leghisti e tutta la gente del nord, semplicemente perchè credo in un'Italia unita, così come ce l'hanno consegnata i nostri Padri Garibaldi, Cavour e Mazzini. Per questo sostengo che aspetti a noi giovani il compito di difendere l'unità della nostra Nazione.
Grazie a Lei ho reso più forte il mio amore per la mia Patria, condividendo le Sue idee riguardo alla visita di Gheddafi, perchè un Paese con una storia come l'Italia non può inchinarsi ad un dittatore che ha cacciato via dalla propria terra gli italiani e che in nome di un patto d'amicizia con il nostro Governo fa allestire un vero e proprio circo nella nostra Capitale.
Non ho "digerito" il comportamento del Pdl verso il suo co-fondatore, una vera e propria espulsione in stle stalinista, che fa capire come il partito del Presidente Berlusconi sia realmente una Forza Italia allargata (come lei ha affermato) e come sia un partito monarchico e anti-democratico.
Sono a favore, e lo sarò sempre, della Sua battaglia sulla legalità. Il sistema politico deve essere ripulito, senza fare campagne "dipietrieste", ma facendo capire che garantismo non vuol dire impunità permanente, così come viene intesa dalla maggior parte degli esponenti del Pdl.
Ho appoggiato la Sua scelta, quella di fondare, insieme ad Italo Bocchino, Generazione Italia, per dare voce a chi aveva bisogno di esprimere le proprie idee all'interno di un contenitore libero e democratico per costruire un'Italia migliore. Proprio questo mi sta portando a cercare di fondare un circolo di Gi nella mia città
Non sopporto il dossieraggio che Libero e Il Giornale stanno portando avanti, ormai da due mesi, contro di Lei e contro la Sua famiglia, questo è forse l'unico modo dei berlusconiani di opporsi a proposte politiche serie, che vogliono creare l'Italia del futuro.
La ringrazio per aver creato la creatura giovanile di Generazione Italia, perchè è giusto che l'Italia futura debba essere costruita da noi e non da chi ha ormai vissuto in gran parte il proprio percorso vitale.
Le pongo una domanda: Fli, al termine di questa legislatura, rimarrà sempre all'interno dello schieramento di centrodestra, senza essere per forza alleata di Pdl e Lega, oppure il suo gruppo potrà a aprirsi a nuove alleanze con Udc e anche con delusi del Pd?
Infine, Le chiedo di continuare così, perchè la nostra Italia ha bisogno di gente tenace come Lei, che lotta per le proprie idee senza aver paura delle possibili conseguenze.
La ringrazio per il tempo concessomi e in attesa di una Sua risposta, Le porgo cordiali saluti.
Marco Mitrugno
La risposta
Il Presidente Fini La ringrazia vivamente per le belle parole che ha scritto nella Sua recente email.
Esse rappresentano un motivo per credere con sempre maggiore convinzione nella possibilità di consolidare quei valori di libertà, legalità e coesione nazionale di cui il nostro Paese ha bisogno per costruire un futuro di
progresso, superando tutti i suoi ritardi sia sociali sia politici. Nel Suo messaggio si rispecchia quell’ideale di Italia civile che tutti - Istituzioni, forze politiche e sociali, semplici cittadini - hanno il dovere di affermare con l’impegno quotidiano e con la fede nella forza della democrazia.
Restando a Sua disposizione, l’occasione ci è gradita per porgerLe, a nome
del Presidente Fini, i migliori saluti.
La Segreteria di Gianfranco Fini
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